Il progetto di Christian Martinelli sembra una di quelle sane utopie di cui si è nutrita l’arte da sempre. Riuscire ad afferrare, a catturare, seppur per poco, l’evanescenza e la transitorietà, di queste leggere abitanti dei cielo, può sembrare un’impresa impossibile. Ma deve essere così, perché numerosi artisti hanno cercato proprio attraverso l’arte e l’osservazione di cogliere il segreto delle nuvole, la loro anima fatta di acqua, di cielo e di stupore. Per questo Martinelli ha viaggiato, ha percorso migliaia di chilometri alla ricerca dei luoghi in cui le nuvole diventano parte del paesaggio. Ma alla fine di questa lunga ricerca, la sua scoperta consiste proprio nel far vedere che l’aspetto esotico della geografia va di pari passo con l’osservazione di ciò che abbiamo sotto gli occhi. In fondo è vero che ci sono delle latitudini che imprimono alle nuvole visioni  diverse, delle singolarità affascinanti, ma è anche vero che magari stando fermi e alzando gli occhi al cielo, si possono fare lo stesso degli incontri incredibili e straordinari.  Quante nuvole possiamo guardare  da dove viviamo abitualmente, dalla nostra finestra di casa? In fondo osservarle è una pratica zen che ci costringe alla meditazione, a considerare l’assenza di tempo. Martinelli ha realizzato un reportage metafisico,  il tempo è quasi assente proprio perché lo spazio sembra rinunciare ad essere un punto di riferimento certo. John Ruskin scrisse che era difficilissimo dipingere le nuvole, in genere gli artisti o le rappresentavano troppo dure, quasi fossero dei sassi, oppure le facevano diventare leggere come sottili pennellate, come fossero  degli sbuffi di nebbia. John Constable, qualche tempo prima del connazionale Ruskin, aveva dedicato interminabili studi e disegni proprio a questi aerei elementi della natura. Christian Martinelli attraverso la fotografia è riuscito a ricercare la magia e il mistero di questi semplicissimi elementi della natura che l’ uomo non potrà mai addomesticare, rendendole inutili. Ha dato durata e luminosità agli elementi più cangianti dell’universo, i più semplici e i più fragili. Valerio Dehò

100 fotografie, stampa Lambda, dimensione 24x24 cm. tiratura 7 copie.

christian martinelli

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